Loveisanowl

Guarda il gufo che è laggiù!

– Concerto Cristina D’Avena&Gem Boy @CentroCommercialePortadiRoma

Kiss  me Licia, Denver, i Puffi, le tre sorelle Occhi di gatto, Batman, Memole, Johnny. Sul palco con Cristina D’Avena  e i Gem Boy salgono tutti gli eroi della nostra infanzia. Noi degli anni 80 e dei primi anni 90, noi che avevamo l’appuntamento fisso il pomeriggio con Bim bum bam mentre facevamo merenda tornati da scuola e che la sera andavamo a dormire canticchiando le canzoni di Sonia di Super 3. La musica la ascoltavamo con le cassette, in macchina costringevamo i nostri genitori a cantare per ogni viaggio le canzoni di Fivelandia. Ci innamoravamo di Erik e di Johnny, sognavamo di teletrasportaci come Terry e Maggie, sapevamo a memoria le mosse che facevano le Sailors Moon per trasformarsi, imparavamo la rivoluzione francese con Lady Oscar e la guerra di secessione americana con Fiocchi di cotone per Jane.

Prima che il concerto inizi, facciamo ipotesi sulle canzoni che Cristina canterà e a gara per chi ricorda il cartone più assurdo e la sigla più trash. Intorno a noi ci sono tanti trentenni, alcuni anche più grandi. Molti hanno trascinato i figli piccoli, quelli che ormai in televisione non possono più apprezzare i cartoni di 20 anni fa.  Quando Cristina comincia a cantare, sembra di vedere sul palco l’amica di sempre, la compagna di tante giornate. Torniamo piccoli e spensierati, immergendoci in un mondo fantastico che portiamo sempre dentro di noi.

Un concerto  fantastico insomma, ma che poteva essere migliore. In poco più di due ore non sono state proposte alcune delle sigle più epiche in favore di alcune tutto sommato secondarie. È possibile perdere tempo con David Gnomo o Calimero Dance quando in archivio restano pietre miliari come Robin HoodPrince ValiantDartagnan o Il Mistero della Pietra Azzurra ?

Bellissimi anche i tributi a sigle di altri autori. Cristina si cimenta in una sweet  cover di Ken Shiro e Carlo dei Gem Boy aizza il pubblico a cantare Daltanius e Mazinga. Che momenti. Da ricordare e da ripetere, speriamo, al più presto.

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