Loveisanowl

Di sogni nel cassetto, ma anche no

Per la verità, i nostri cassetti e i nostri armadi sono pieni di cianfrusaglie e di ricordi. Sono raccolti in tante scatole, prima grandi e poi sempre più piccole, a seconda di quanto è importante e vicino il ricordo, come in una specie di matrioska. Ci sono anche i ricordi dei vecchi sogni: quelli di una bambina che voleva diventare veterinaria (ma va?), o un’arciera, e di un bambino che avrebbe voluto viaggiare nel tempo ed essere un cavaliere delle Tavola Rotonda.

Ci direte: ma nei cassetti non si dovrebbero tenere i sogni?

Per i sogni abbiamo scelto gli zaini che portiamo tutti i giorni sulle nostre spalle. E allora apriamoli, sti zaini. E vediamo quanti sogni entrano.

soleNella tasca più grande ci sono registratore, taccuino, penna e macchina fotografica: da grandi vogliamo fare i giornalisti freelance, vogliamo raccontare tante storie e soprattutto andare in giro con un badge con disegnato un gufo, poco ma sicuro. C’è anche il computer, per lavorare ovunque.

Nella tasca laterale destra, il passaporto per viaggiare appena se ne ha l’occasione (e soprattutto appena si trova il volo super economico). E soprattutto una piccola rubrica con gli indirizzi degli amici cui mandare cartoline, cartacee o elettroniche che siano!

Nella tasca laterale sinistra il libro di letteratura italiana, per sognare le lezioni che vorremmo tenere in classe se avessimo l’opportunità di diventare insegnanti in un liceo. C’è anche un libretto di scozzese, perché, non so per quale assurdo motivo, abbiamo deciso che un giorno sapremo dire qualcosa in gaelico.

Nella tasca davanti, un arco e una spada: perché, in verità, non abbiamo ancora rinunciato al sogno di diventare un’arciera e un cavaliere.

Sul fondo dello zaino infine, una piccola chiave. Un giorno, forse, aprirà una porta…

Quando le tasche dello zaino non bastano, riempiamo anche le tasche delle nostre giacche: in una andranno i nostri piccoli gufetti, così curiosi e sempre attenti a ricordarci che non siamo mai da soli ma, anche se lontano, c’è sempre l’altro da cui svolazzare. E le altre tasche? Beh se le riempissimo tutte non ci sarebbe più spazio per le cose nuove, no?

La cosa bella dello zaino dei sogni, è che può essere svuotato e riempito a seconda del momento, delle esigenze, delle persone che camminano accanto a noi. Lo zaino può cambiare contenuto anche nell’arco di una sola giornata. E poi puoi anche scriverci sopra, attaccarci le toppe o le spille. È versatile in ogni forma!


 Per adesso, si è realizzato il sogno di averlo in due, questo zaino da portare sulle spalle.

zaini

 E abbiamo scoperto che i sogni si possono tenere un po’ dove si vuole….c’è chi li tiene addosso come Maddalena de Il mezzo mondo di Uescivào chi, come Lucrezia di C’eraUnaVodka  li ripercorre dall’inizio alla fine per ricordarsi come si diventa grandi. C’è Burabacio che li ha sparsi in disordine per la stanza, Ilde mammadiludovica  fa più la tradizionalista e li ha davvero nei cassetti, così come la mammagreen Silvana. Invece Silvia di Meduepuntozero preferisce un intero comò, e Lucia di Malanotteno addirittura li tiene a zonzo.

Grazie a queste fantastiche donne per aver condiviso con noi i loro sogni, e per averci insegnato che, comunque vada, è bello sognare.

8 pensieri su “Di sogni nel cassetto, ma anche no

  1. Pingback: Giorno 43: Dove tengo i miei sogni? | TheDayAfterItaly

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *