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10 cose che ho imparato a Padova tra bici, spritz e lingue di Santi

10 cose che ho imparato a Padova in una giornata e mezza.

padova11. Gli spritz sono buoni.Ed economici. I veneti hanno ragione a vantarsi e a dire ovunque “tanto lo spritz lo sappiamo fare bene soltanto noi”. E al “ndemo bere un spriss in piassa!” (andiamo a bere uno spritz in piazza) non si può proprio dire di no.

2. Cercare le opere di Kenny Random in giro per Padova è un gran divertimento. Sono semplici e regalano un sorriso mentre si passeggia per la città. Ci hanno raccontato che Kenny Random negli anni passati ha realizzato un’iniziativa chiamata “The Gift”: ha disseminato le su opere per la città e ha fornito indizi sul suo profilo Facebook per ritrovarle. Chi le ha individuate ne è diventato il legittimo proprietario. Nel 2013 c’è stato “The Gift 2”: in vari giorni e in vari luoghi della città Kenny Random ha sparso 23 medaglioni numerati corrispondenti ad altrettante opere da distribuire in dono. 

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3. Dottore, dottore, dottore del buso del cul, vaffancul vaffacul. La sappiamo tutti questa allegra canzoncina, ma qui si sente ad ogni angolo. Sarà che siamo capitati a Padova durante la sessione delle lauree, sarà che Padova è piena di giovani studenti, sarà che quando ti laurei è la fine: gli amici preparano il “Papiro” e … è la fine. Leggere per credere e imparare a fare un papiro degno di questo nome al vostro prossimo amico laureato. Che probabilmente a quel punto si pentirà amaramente di essersi laureato.

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4. “Vi porto a vedere la lingua del Santo”. Ma il Santo chi? Ovviamente Sant’Antonio, ma a Padova è il Santo e basta. La sua lingua però, anche se Santa, fa un po’ impressione.

5. La spesa si fa in piazza delle Erbe, della Frutta e dei Signori. Tutti i giorni queste piazze sono piene di banchi di frutta, verdura e vestiti. E su Piazza delle Erbe si affaccia il bellissimo Palazzo della Ragione: alzate gli occhi mentre comprate le fragole!

padova36. Su piazza dei Signori si affaccia la Torre dell’Orologio. Osservate con attenzione i segni zodiacali che decorano l’orologio. Ne manca uno: la Bilancia. E qui potete seguire la tradizione “colta”…cercatela su Wikipedia! Oppure, potete divertirvi con la tradizione popolare – che a noi piace di più – che ci ha raccontato la nostra amica patavina (acquisita): la mancanza della Bilancia sarebbe una ripicca del costruttore nei confronti della mancanza di giustizia della committenza che volle pagargli una cifra inferiore al pattuito. Ad ogni modo, il simbolo della Bilancia è stato posizionato sulla torre, ma non visibile a colpo d’occhio…guardate bene e buona ricerca!

7. La Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto è probabilmente il più grande vanto di Padova. Si entra preferibilmente su prenotazione, anche online, non sono ammesse più di 25 persone per gruppo che prima di entrare nella Cappella dovranno sostare nella sala di compensazione del Corpo Tecnologico Attrezzato di Accesso alla Cappella degli Scrovegni (C.T.A.) per 15 minuti, tempo necessario per la stabilizzazione del microclima interno. Successivamente si accederà all’interno della Cappella per altri 15 minuti. Poi basta, si esce. Con il ricordo di una cappella piena di stelle dentro la quale si svolgono gli episodi della vita di Gioacchino e Anna, quelli della vita di Maria e gli episodi della vita e morte di Cristo.

8. Se siete fortunati fortunati potete vedere le nutrie nel canale. Noi non le abbiamo viste.

9. Menzione d’onore per il cartello “Attenzione Transito Pattinatori” a Prato della Valle, una piazza di 88.620 mq formata da un’isola centrale completamente verde. Non vedrete passare macchine, ma rischierete di essere travolti dalle biciclette.

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10. E infine, appunto: biciclette. Biciclette ovunque. Uau. 

2 pensieri su “10 cose che ho imparato a Padova tra bici, spritz e lingue di Santi

  1. Martina

    Ciao Giorgia, mi piace molto come hai strutturato questo post! 🙂
    Anche io, passeggiando per Padova, ho cercato le opere di Kenny Random e l’iniziativa “The Gift” è davvero bella, avevo letto qualcosa online e mi aveva colpito immediatamente 🙂
    Per quanto riguarda le nutrie, non ti sei persa nulla ahah 😉
    A presto 🙂

    1. Giorgia Autore dell'articolo

      Grazie Marti! Kenny Random è favoloso e la cosa bella è, come hai fatto anche tu, andare a cercare le sue opere oppure ritrovarsele davanti nei luoghi più impensati!

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