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Un tuffo nella Cascata delle Marmore

A vederla fa impressione con i suoi 165 metri di altezza: è la Cascata delle Marmore, la più alta d’Europa, che ogni giorno lascia a bocca aperta centinaia di persone per lo spettacolo naturalistico che rappresenta. La Cascata si trova a circa 7,5 km di distanza da Terni, in Umbria, ed è formata dal fiume Velino che si tuffa nella gola del fiume Nera. Secondo una leggenda sulle origini della cascata, una ninfa di nome Nera si era innamorata di un pastore, Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l’eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore.

Abbiamo avuto occasione di ammirare la Cascata provando qualcosa di veramente estremo e divertente: rafting e hydrospeed. Proprio alla base della cascata, là dove il rumore è più forte, partono infatti le numerose attività di rafting, hydrospeed e torrentismo organizzate dal Centro Rafting Marmore che si trova a solo un’ora e mezza da Roma, per l’esattezza a Papigno in provincia di Terni.

DSC_3911Sono tante le attività estreme che si possono fare insieme agli istruttori del Centro Rafting Marmore, in contesti carichi di pericoli e variabili spesso incontrollabili ma in totale sicurezza. E ce n’è davvero per tutti i gusti: dal soft rafting aperto anche ai bambini e a chi non sa nuotare, passando per il rafting dedicato a chi sa nuotare bene ed ha un’età compresa tra 18 e 55 anni. Per i più spericolati c’è anche l’attività di hydrospeed, dove i partecipanti sono immersi direttamente nelle acque del fiume con un bob galleggiante che consente di flottare tra le rapide.

In ogni caso, la giornata inizia con la vestizione: muta, scarpe in neoprene, casco e giacca! Poi, un po’ di teoria: l’istruttore deve preparare tutti i partecipanti alla discesa, spiegando le misure di sicurezza e i comandi che verranno dati durante l’uscita sul fiume. Infine, finalmente, si raggiunge il punto di imbarco dove si sale sui gommoni nel caso del rafting o ci si tuffa con l’hydro tra le rapide!

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Questa sono io che tento di non morire tra le rapide facendo hydrospeed

Sul gommone di rafting si sale in massimo 6 persone, più la guida e si parte sul fiume Nera per un percorso di circa 3 km scavato nella roccia in uno scenario quasi tropicale. Saltare tra le rapide con il gomme lascia davvero senza fiato: scordatevi i giochi acquatici di Disneyland, qui i salti ci sono davvero! Le rapide che si incontrano lungo il percorso arrivano fino al quarto grado, in una scala da uno a cinque (il sesto grado è impraticabile), e presentano quindi un grado di difficoltà elevato in alcuni passaggi. 

I più temerari invece possono lanciarsi nell’esperienza dell’hydrospeed: personalmente la consiglio a persone in forma, poiché l’attività è decisamente più faticosa e richiede una concentrazione maggiore rispetto al rafting. L’attività si svolge completamente dentro l’acqua del fiume: ogni partecipante scende il fiume insieme all’hydrospeed, una specie di piccolo “bob”  galleggiante da tenere ben saldo con le mani che consente di flottare con sicurezza nelle rapide. Il gruppo di partecipanti viene seguito da 3 o 4 guide, pronte ad intervenire al minimo problema e a dare consigli per superare ad una ad una tutte le rapide del fiume. Il bello dell’hydrospeed è senza dubbio l’impressione di diventare tutt’uno con l’acqua del fiume e di stare a contatto con la natura nel pieno rispetto di essa.

 

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