Loveisanowl

Un pomeriggio a Rimini, tra antica Roma e Rinascimento

In occasione di Ecomondo, la fiera della sostenibilità e della Green Economy che ogni anno si svolge a Rimini, abbiamo approfittato di un bel pomeriggio di sole per passeggiare nella città malatestiana, principale centro della Riviera romagnola! Arrivati completamente sprovvisti e disinformati, ci siamo muniti di una mappa della città nel punto informazioni turistiche che si trova proprio all’esterno della stazione centrale di Rimini. Così, è stato davvero facile percorrere la città scovando i luoghi di interesse più affascinanti.

Rimini è infatti una città di grande interesse storico e culturale: fondata come colonia dai Romani nel 268 a.C. con il nome di Ariminum, è stata una delle più importanti città della Roma antica, snodo di importanti vie di comunicazione come la Via Flaminia (220 a.C.) e la Via Emilia (187 a.C.). Dell’epoca romana sono tante le tracce che rimangono a Rimini, come il Ponte di Tiberio, l’arco di Augusto e la domus del chirurgo.

Nel XII secolo Rimini diventa Comune e nel 1204 cuore della città diventa Piazza Cavour dove iniziano i lavori di costruzione del Palazzo Comunale (l’Arengo). Già a partire dal 1300 a Rimini lavorano grandi artisti come Giotto e successivamente, nel corso del Rinascimento la città, sotto i Malatesta e in particolare con Sigismondo Pandolfo, accoglie alla sua corte artisti come Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Roberto Valturio, Matteo de’ Pasti e produce opere quali il Tempio Malatestiano.

mappa

Il nostro giro per la città comincia dal Tempio Malatestiano, capolavoro dell’architetto Leon Battista Alberti, voluto dal signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta che intendeva realizzare una cappella dedicata a San Sigismondo, patrono del committente. La particolarità del Tempio Malatestiano sta nel fatto che per la prima volta, rispettando la filosofia Rinascimentale, non si celebrar solo Dio ma anche un uomo, Sigismondo per l’appunto.  Entrando nel Tempio non si può non notare il celebre crocifisso di Giotto, dipinto durante il suo soggiorno a Rimini tra il 1308 e il 1312, che arricchisce l’altrimenti spoglio altare. Sì, è proprio quello che si vede su tutti i libri di storia dell’arte!

Nell’ultima cappella a destra è invece collocato l’affresco di Piero della Francesca di Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo (1451), dove la glorificazione del committente ha il culmine. Il tema religioso si intreccia con aspetti politici e dinastici, come nelle fattezze di san Sigismondo che celano quelle dell’imperatore Sigismondo del Lussemburgo, che nel 1433 investì il Malatesta come cavaliere e ne legittimò la successione dinastica, ratificandone la presa di potere.

Seconda tappa è Piazza Tre Martiri, antico foro romano, incontro del cardo e del decumano, dove si trovano da una parte la statua di Giulio Cesare e dall’altra un cippo a ricordo dell’appello che Cesare avrebbe pronunciato alle legioni nel foro dopo aver passato il fiume Rubicone.

Proseguendo su Corso d’Augusto ci si ritrova invece davanti al magnifico Arco di Augusto che, fra tutti gli archi dell’antica Roma superstiti, è il più antico: risale infatti al 27 a.C. L’arco segnava la fine della via Flaminia che collegava la città romagnola alla capitale dell’impero ed è oggi, insieme al ponte di Tiberio, uno dei simboli di Rimini: compare infatti nello stemma della città. Fu la porta principale della città fino al periodo fascista, quando vennero demolite le mura: l’arco non venne distrutto poiché si pensava fosse un arco trionfale.

IMG_3106

A ridosso dei capitelli sono rappresentate nei tondi le divinità che avevano come scopo quello di richiamare la grandezza di Roma e la potenza di Augusto: Giove e Apollo, nel lato esterno, e Nettuno e Roma verso la città. L’arco non ospitava alcuna porta: la politica dell’Imperatore Augusto si basava infatti sulla cosiddetta “Pax Augustea”, sarebbe stato dunque inutile avere una porta civica che si potesse chiudere poiché non vi era pericolo di essere attaccati. La merlatura della porta risale invece al Medioevo.

Passeggiando lungo i Bastioni, si passa davanti a Castel Sismondo (1437), maniero rinascimentale progettato dallo stesso Sigismondo Malatesta che ebbe tra i suoi consulenti anche Brunelleschi. Proseguendo, si arriva al Ponte di Tiberio che, costruito 2.000 anni fa, segnava l’inizio della Via Emilia che corre per circa 260 km fino a Piacenza. Qui ci siamo goduti un magnifico tramonto!

IMG_7570

Muovendoci nuovamente verso il cuore della città, arriviamo in piazza Luigi Ferrari dove, nel 1989, è stata scoperta la “domus del chirurgo”, un’abitazione romana della seconda metà del II secolo il cui nome si deve al corredo chirurgico rinvenuto, cioè un gruppo di strumenti in ferro e bronzo utilizzati dal medico per i suoi interventi come pinze, bisturi, scalpelli, sonde e altri attrezzi, nonché bilance e misurini di bronzo. Purtroppo non siamo riusciti ad entrare – il lunedì la domus è chiusa al pubblico – ma anche dall’esterno si può dare uno sguardo ai corridoi della casa del chirurgo: la casa infatti è protetta da una bella struttura con vetri che permettono di apprezzarla anche semplicemente passeggiando per la piazza.

Mancano al nostro appello alcuni luoghi che ci sono stati consigliati ma che non abbiamo avuto tempo di visitare, come la Pescheria e Piazza Cavour: un’ottima scusa per tornare! Insomma, Rimini è stata davvero una bella scoperta…e prima di salutarla ci siamo goduti un buon aperitivo in piazza Tre Martiri!

IMG_7724

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *