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Pixar in mostra a Roma: 5 curiosità tra disegni e maquette

Arte, animazioni, sogni: fino al 20 gennaio il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita “Pixar. 30 anni di animazione” – curata per l’edizione italiana da Elyse Klaidman e da Maria Grazia Mattei -, una mostra che se siete come me grandi appassionati dei lungometraggi e cortometraggi animati realizzati dalla Pixar non potete davvero perdere.

Con oltre 400 opere come disegni, bozzetti, sculture, collage, storyboard e video, la mostra si articola in un percorso espositivo – progettato da Fabio Fornasari – che propone una chiave di lettura basata sui concetti di Personaggio, Storia e Mondo: sia per gli adulti per i bambini rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso la storia degli studios che hanno realizzato capolavori come Toy Story, Monsters & Co., Nemo, Cars, Inside Out, Brave, Coco e tanti altri. Questi film sono infatti frutto del lavoro di una squadra di creativi e registi di fama mondiale che utilizza i tradizionali strumenti come il disegno, i colori a tempera, i pastelli e la scultura insieme a quelli dei digital media più all’avanguardia.

Per saperne qualcosa di più sulla Pixar e sul mondo dell’animazione, vi racconto 5 curiosità sulla Pixar che ho scoperto proprio visitando la mostra!

Toy Story

1. Lo zootropio

Da non perdere l’installazione Zoetrope con i personaggi di Toy Story, in una versione moderna del dispositivo dell’era Vittoriana che creava l’illusione del movimento.

Brevettato negli Stati Uniti nel 1867, lo “zootropio” era infatti una forma d’intrattenimento molto popolare alla fine del XIX secolo: facendo ruotare rapidamente una sequenza d’immagini dentro a un cilindro, questo dispositivo dimostrò i principi fondamentali dell’animazione prima dell’invenzione del cinema. Quindi in pratica l’animazione si articola in 18 inquadrature, ciascuna rappresentata da una scultura tridimensionale o “maquette” fissata in punti ben precisi del disco che ruota alla velocità di un giro al secondo. Grazie anche ad una luce stroboscopica, si crea un effetto di moto apparente che crea l’illusione della fluidità del movimento.

Ok, se non avete capito niente dalla mia spiegazione, ecco il video che vi mostra come funziona! Con tanto di mia esclamazione di stupore

Zoetrope alla mostra Pixar. 30 anni di animazione

2. Steve Jobs è uno dei fondatori della Pixar

A fondare la Pixar è, di fatto, Steve Jobs, il signore della mela, che nel 1986 acquista la divisione di computer grafica della Lucasfilm Ltd fondando un’azienda indipendente. Ed Catmull, che era vicepresidente della divisione grafica della Lucasfilm, venne nominato direttore tecnico della Pixar.

3. Le maquette

Nel corso della mostra si incontrano tantissime maquette: di cosa si tratta? Le maquette sono dei modelli tridimensionali realizzati dagli scultori a partire dai disegni. Strumenti indispensabili perché permettono di vedere i personaggi da tutte le angolazioni: i modellatori in 3D utilizzano le sculture come riferimento per combinare le varie parte del corpo dei personaggi.

Maquette di Gioia, da Inside Out

4. Prima le voci

Prima ancora che gli animatori comincino a lavorare sul film vengono registrati i dialoghi finali: il team degli editor registra le voci degli attori in studio, poi gli animatori ricevono le registrazioni degli attori e in base alle parole e al tono di voce lavorano per sincronizzare movimenti ed espressioni!

Insomma, il processo di creazione per un film di animazione della Pixar attraversa tantissimi step prima di arrivare al meraviglioso atto finale che ne è il risultato: copione e storyboard, colorscript, set design, maquette, registrazione dei dialoghi, modellazione, layout, animazione, rendering, musica, effetti sonori, missaggio audio.

Monsters & Co.

5. Studio dei personaggi e del loro mondo

Per creare delle storie indimenticabili in grado di unire realtà e fantasia, gli autori e i disegnatori della Pixar studiano e lavorano per anni ad ogni singolo progetto e si calano nel mondo dei personaggi che intendono portare sullo schermo. Per realizzare “Alla ricerca di Nemo” ad esempio il gruppo di realizzatori ha fatto delle immersioni con biologi specializzati per capire meglio la vita marina e gli artisti della pixar hanno svolto ricerche e osservazioni dettagliate per ricreare un’indimenticabile barriera corallina. Per immaginare la realtà delle formiche di “A bug’s life” hanno studiato le vedute restituite dalla mini-telecamera a misura di formica, per guardare il mondo da una prospettiva del tutto nuova. “Coco” invece è ispirato alla festa Dia de los Muertos durante la quale i messicani celebrano i loro defunti: i membri della troupe hanno fatto numerosi viaggi di ricerca in Messico e coinvolto esperti e consulenti. Per studiare i dettagli degli ambienti necessari per “Il viaggio di Arlo” il regista e il suo tema hanno viaggio in Wyoming, Montana e Oregon.

pixar UP storia amore
UP – la storia d’amore tra Ellie e Carl
(posso ammettere di aver pianto guardando questo storyboard?)

Se volete continuare il viaggio nel mondo della Pixar, il consiglio è di fare un salto alla mostra, oppure di leggere i libri “Pixar story. Passione per il futuro tra arte e tecnologia” o Pixar. Capolavori del cinema.

Io e Coco

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